Il copywriter: un po’ Dante, un po’ mondano e un po’ HTML

Il copywriter: un po’ Dante, un po’ mondano e un po’ HTML

20 aprile 2016

La figura del copywriter è una di quelle professioni sempre più ricercate anche grazie ai nuovi media e alla loro sempre maggiore presenza nella nostra vita quotidiana. Siamo circondati da informazioni e sempre più abituati ad ascoltare nuove “reclame”. Per questo attirare l’attenzione e rimanere nei ricordi di un pubblico sempre più immerso nei media e sempre più di fretta, risulta oggi più difficile. I copywriters hanno quindi l’arduo compito di centrare i punti chiave e quelli giusti del target a cui si rivolgono. La definizione del loro ruolo è difficilmente esaustiva e spiegabile in poche parole: la sua formazione è di solito molteplice, diversificata e spazia tra quella scolastica, culturale e professionale.

close up of typewriter vintage retro styled

Il copywriter è infatti una figura ibrida spesso legata ad una formazione classica e letteraria, ma non solo.  Per fare e soprattutto essere colui che si occupa della redazione di testi e contenuti pubblicitari, sia per i media tradizionali che per il web, non solo deve saper scrivere (e saperlo fare bene), ma deve saper comunicare. Infatti il copywriter deve diventare l’anello di congiunzione tra l’impresa-marchio-cliente e il pubblico. Per questo deve possedere anche grandi capacità di relazione e di empatia, in modo da poter entrare al meglio nei panni della persona per cui scrive. E non tutte le persone sono uguali: anche di fronte ai più taciturni e schivi, il copywriter deve assorbire ogni dettaglio, ogni sfumatura talvolta anche studiare il linguaggio del corpo, per capire quanta storia e quanto impegno ci sia dentro e dietro all’azienda per la quale dovrà scrivere.  Attraverso il brief (intervista/colloquio) con il cliente, il copywriter entra in primo luogo in contatto con il mondo del cliente, poi cerca di immedesimarsi nei suoi panni per trasmettere la passione di chi gli sta di fronte. Perché chi meglio dell’impresa conosce i prodotti, la sua storia e la sua azienda?

Ma quindi perché affidare i contenuti ad un copywriter professionista?

Affidare i contenuti ad un copywriter significa affidarsi ad una persona che conosce le dinamiche di relazione, pubblicitarie e del target. Certo, chi ha vissuto e vive la storia del prodotto o dell’azienda è il più indicato a parlarne, ma le competenze in questo campo derivano dalle strategie di comunicazione che un vero copywriter saprà consigliarvi e mettere a punto, in modo da sviluppare la storia del marchio in maniera impeccabile, coinvolgente e in grado di essere potenziata e ottimizzata su Internet, per uno spot televisivo, come pay-off aziendale o su carta stampata. Ahhh, il potere della parola!

Per fare il copywriter la sola formazione scolastica non basta: occorre possedere una cultura ampia e diversificata, buone basi nelle materie e nei settori più disparati. Conoscere un po’ tutto del mondo, delle persone e abbastanza bene, in modo da sapere cosa scrivere e come scriverlo per catturare l’interesse altrui. Informarsi e verificare le fonti saranno un passo successivo ma imprescindibile. Una buona cultura generale è utile anche per saper commistionare settori, pensare metafore e similitudini innovative. Saper contaminare, incrociare definizioni e terminologie di ambiti diversi, creando formule e frasi persuasive, in grado di essere ricordate dalle persone o in grado di emozionare le persone. L’effetto sarà identico, perché l’emozione è il cemento con cui si costruisce e si solidifica un ricordo.

Ma non è finita qui: un altro aspetto fondamentale di questa figura dipende anche dalla sua preparazione informatica, tecnica e tecnologica. Un copywriter deve conoscere piuttosto bene tutti i mezzi di comunicazione, la storia dei media e le nuove tecnologie, facendosi scrittore-camaleonte in grado di nascondersi rispetto a chi commissiona il lavoro, e in grado di variare i suoi registri di linguaggio a seconda del mezzo di comunicazione che supporterà le parole da lui scritte. Come accade nella vita di tutti i giorni infatti, sono differenti i linguaggi usati a casa, al bar, in ufficio o in una sala conferenze. E così dovrebbe accadere anche nelle dinamiche di copy composti per televisione, radio, web, blog o social.

old TV, front view

Fare il copywriter per il web oggi significa anche fare i conti con i motori di ricerca e con i loro algoritmi (Google tra tutti per il suo largo uso in Italia). Sì, mi riferisco al fantomatico SEO, di nuovo lui. Scrivere per il web significa anche ottimizzare i contenuti affinché siano facilmente rintracciabili in rete, secondo le dinamiche di pubblico e di mercato che si vorrebbero sviluppare. Scrivere quindi badando a certe parole ed anche a certi linguaggi di programmazione, (<h1><h2><h3>, title, meta tags… E se pensi che questi siano simboli strani o errori di formattazione di questo articolo adesso sai ancora meglio perché rivolgerti ad un copywriter professionista).

HTML Internet www. website design & .com icon

Quindi il copywiter è uno scrittore?

Diciamo pure di sì, ma fatto un po’ di Dante, un po’ di vita mondana e un po’ di HTML.

Le keywords non gli sembrano mai paletti dentro cui sentirsi prigionieri. Anzi, il copywiter deve mostrare una flessibilità mentale esemplare, tale da vedere queste parole-riferimento come opportunità, trampolini di lancio su cui costruire un testo sempre creativo e persuasivo. Non recinti, bensì sfide sempre nuove, in cui cercare di capire quanto si possa essere bravi nel destreggiarsi grazie alla lingua italiana. Sì perché ricordiamo sempre che le lingue naturali non sono ferme e fossilizzate, ma anzi in continuo movimento e cambiamento. E siamo anche noi a seguire le lingue e ad auspicare di farci seguire, magari attraverso la creazione di un pay-off innovativo o di un neologismo che entri talmente tanto nelle teste delle persone, da diventare parte integrante della cultura italiana e quindi del suo vocabolario. Petaloso? Qualcosa del genere, magari puntiamo a qualcosa di più orecchiabile.

 

 

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